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  1. Apple ostacola le riparazioni: niente Face ID

L’obiettivo di Apple è da sempre quello di fidelizzare i suoi clienti, anche nell’ambito dell’assistenza e questa volta sembra aver fatto un lungo passo in questa direzione. Per chi acquista un iPhone 13, infatti, non sarà possibile riparare autonomamente il display, sempre che non si voglia rinunciare al Face ID.

Dopo aver eliminato lo sblocco con importa digitale, quello del Face ID è l’unico altro modo possibile per sbloccare il dispositivo senza ricorrere ad un codice, ma potrà essere autorizzata solo da Apple.

A dare l’annuncio iFixit, il brand che si occupa delle parti di ricambio della Apple. Potrebbe trattarsi della mossa definitiva dell’azienda di Cupertino per sconfiggere il mercato delle riparazioni.

Quella della sostituzione del display è infatti una delle riparazioni più effettuate per ogni smartphone. Parliamo di dispositivi delicati che però siamo soliti trattare in modo molto poco consono. Le riparazioni di negozi terzi si basano infatti proprio su tutte quelle riparazioni dovute alla disattenzione degli utenti e in particolare i danni a carico del display.

La disattivazione di Face ID sui nuovi dispositivi iPhone 13 è dovuta al microcontrollore, ovvero un chip collegato al software proprietario dei centri di riparazione Apple. Impossibili quindi aggirare questo procedimento che richiede l’utilizzo di un microscopio per rimuovere il micro controllore del display originale e l’utilizzo delle giuste attrezzature per saldarlo in quello da sostituire. Una procedura delicata e costosa che rende ancora più difficile l’intervento di un’assistenza che non sia Apple.

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