Apple detta le condizioni per gli store alternativi
È di qualche mese fa la possibilità che l’Unione Europea volesse una proposta di legge per aumentare la libera concorrenza e favorire in questo modo i clienti. Margrethe Vestager, il capo della Commissione Europea dell’antitrust, sostenne in quell’occasione che Apple dovesse affrontare da sola la libera concorrenza e che quindi fosse necessario regolare uno scontro democratico delle piattaforme che desiderano mettersi in gioco.
È passato qualche tempo, ma sembra che la proposta di legge Europea stia guadagnando consensi. Per questo motivo il vicepresidente del software Apple Craig Federighi ha deciso di dire la sua e affermare che, la scelta presa dalla commissione, non farà altro che favorire la diffusione di applicazioni malevole che potrebbero in poco tempo infettare i dispositivi.
La proposta della legge è ammirevole, questo Apple lo riconosceva deve essere rivisto il modo in cui viene dato libero accesso alla concorrenza. Si dovrebbe lasciare ad Apple la possibilità di controllare l’integrità di ogni singola applicazione.
È proprio questo rigoroso controllo che ha da sempre contraddistinto l’App store della ditta di Cupertino che si assicura che vengano rispettati determinati criteri dalle applicazioni che vengono pubblicare. Il sideloading, ovvero la possibilità di scaricare applicazioni esterne allo store nativo, potrebbe provocare lo sviluppo di malware, proprio come avviene sui dispositivi Android.
Quella di Apple non è quindi una chiusura ad un’eventuale legge della Commissione Europea che imporrebbe l’apertura di Store alternativi, quanto più un ulteriore richiesta. Quella che questo metodo venga regolarizzato.
Classe 90, appassionata di computer fin da ragazzina, mi sono avvicinata al mondo dei PC con un meraviglioso 486. Il mio primo videogame è stato Prince of Persia, seguito da un meraviglioso Wolf3d. Oggi tra le altre cose, amo scrivere riguardo tecnologia, digitale e marketing.










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